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4. IL DIRITTO DI TUTTE LE FORME DI VITA AD ESSERE RISPETTATE.

4.1. Incrementare l’agricoltura biologica e biodinamica e rigenerativa entro il 2030.

Proponiamo che il nuovo governo della Toscana si impegni a perseguire un obiettivo ambizioso in termini di passaggio all’agricoltura biologica, che oggi rappresenta il 25% della superficie agraria utile regionale, e che dovrebbe arrivare al 40% in 10 anni. Per farlo, è necessario sostenere soluzioni che limitino la concentrazione dei suoli in grandi aziende agricole e favoriscano invece lo sviluppo o il mantenimento di piccole aziende che invece possono favorire queste forme di coltivazione biologiche e biodinamiche e rigenerative.

4.2. Disincentivazione degli allevamenti intensivi.

La sofferenza degli animali è un fatto immorale ed inaccettabile, pertanto risulta necessario smantellare, nel più breve tempo possibile, gli allevamenti intensivi esistenti e vietare la nascita di nuovi.
Inoltre, risulta sempre più chiaro come lo sfruttamento intensivo della filiera dell’allevamento a scopo alimentare produca, oltre ad un trattamento indegno degli esseri animali, anche un aumento dell’inquinamento derivante dai trattamenti con antibiotici, di cui la filiera fa largo uso, e rappresenti un contributo importante alle emissioni di gas climalteranti come il metano. Ci batteremo affinché la Regione proponga un piano di incentivazione di quelle filiere agro alimentari in grado invece di coesistere in modo naturale con un sistema equilibrato di produzione alimentare. Un esempio eccellente è l’allevamento delle oche allo stato brado che in Cina limitano i danni prodotti dalle invasioni di locuste.

4.3. La tutela degli animali d’affezione.

Sono sempre di più le famiglie e le persone che condividono la propria esistenza con almeno un animale di affezione. Spesso la compagnia di un animale riempie vuoti affettivi derivanti dalla solitudine; in altri casi costituisce un valido supporto ad una corretta educazione dei figli e può coadiuvare le terapie tradizionali nei casi di patologie dell’infanzia o degli adulti. Gli animali d’affezione, pur facenti parte oramai di tanti nuclei familiari, sono spesso visti come un peso o un ostacolo da parte di tanti soggetti esterni. La Regione Toscana, anche a seguito di nostre sollecitazioni, è stata una delle prime regioni che ha legiferato per il libero accesso degli animali nelle attività pubbliche, commerciali, alberghiere, ecc. Tuttavia siamo ancora lontani da una libera circolazione con i propri animali. Ancora molti albergatori, ristoratori, commercianti, balneari limitano l’accesso alle proprie strutture a chi è accompagnato da un animale. Ciò, oltre a rappresentare un danno economico agli stessi imprenditori, rappresenta anche una delle principali ragioni che favorisce l’abbandono di tali animali.
Proponiamo, in modo chiaro ed inequivocabile, che nessuno possa imporre un limite alla presenza di animali accompagnati, chiedendo espressamente che si favorisca un marchio di qualità “Animali inclusi” che possa incrementare anche il turismo delle famiglie proprietari di animali d’affezione. Proponiamo che venga definitivamente sancito l’obbligo per i comuni di farsi seriamente carico del problema del randagismo, anche favorendo soluzioni che possano aiutare le famiglie in situazione di temporanea difficoltà (ad esempio pensionamento per periodi limitati a costi accessibili). Proponiamo che venga istituito un servizio veterinario pubblico efficiente ed accessibile a tutti, gratuito per chi adotta un cane da un canile ma anche per chi ha redditi limitati, e che si vede costretto o a sacrificarsi per alimentare il proprio animale o a dover rinunciare a farlo curare a causa di un costo eccessivo. La collettività deve farsi carico di sostenere queste situazioni, consapevole dei benefici collettivi ed individuali che determinano, benefici che riducono anche i costi sociali indirettamente connessi. In una fase sperimentale, in attesa di un servizio veterinario pubblico analogo al servizio sanitario, si possono promuovere forme di assicurazione sanitaria volontaria, a prezzi accessibili e calmierati, che possano consentire una corretta cura degli animali domestici con prezzi sostenibili anche per i meno abbienti, anche promuovendo soluzioni di aggregazione di neolaureati in veterinaria o di condivisione di ambulatori pubblici messi a disposizione. In tale ottica, si dovranno sostenere anche le attività delle associazioni di tutela degli animali favorendo la tutela degli animali liberi sul territorio che possono rappresentare anche una valida alternativa all’inserimento degli stessi in strutture chiuse. A tal proposito, proponiamo anche una nuova destinazione d’uso e riqualificazione dei molti capannoni in disuso, per creare aree di sgambatura e di socializzazione, al coperto, da usare nei periodi di maltempo o di caldo eccessivo.

4.4. La tutela della fauna selvatica.

L’occupazione da parte della specie umana di sempre maggiori superfici naturali ha sottratto queste aree alle altre forme di vita che da sempre le hanno popolate. Ciò ha reso sempre più difficile la sopravvivenza di tante specie animali, ed è sempre crescente il numero di quelle che si sono estinte definitivamente. Eppure, ogni specie animale è fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi: anche la perdita di una sola specie rappresenta un danno irreparabile e irrecuperabile. Nonostante ciò sia ormai noto a tutti, si continuano a tollerare attività che non rappresentano altro che un’inutile dimostrazione della “presunta” superiorità della razza umana. Una di queste è la caccia.
Perciò, noi diciamo con chiarezza e fermezza che è necessario abolire definitivamente la caccia.
Attentare alla vita di qualsiasi specie animale selvatica per un proprio piacere è, a nostro parere, un delitto contro l’ecosistema, e contro la stessa umanità. Se qualcuno vuole ancora giustificare la caccia come se fosse una normale attività culturale, legata ad una lunga tradizione o, oggi, sportiva, allora accetti di sostituire il fucile con un altro strumento (o attività) non cruento: dalla macchina fotografica, a forme ludiche di caccia senza animali, alla vita nel bosco, al tiro senza obiettivi viventi, ecc. Solo così un cacciatore, fra quelli che sono sinceramente legati al mondo naturale, potrà svolgere la propria attività di divertimento e diventare davvero, non solo innocuo, ma anche utile all’ambiente ed al territorio.

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